Il mio percorso continua e mi imbatto nella moschea di Bibi- Khanym, uno dei gioielli architettonici commissionati da Tamerlano e finanziati probabilmente con i proventi dell’invasione in India. A seguito delle razzie
3.30 del mattino, suona la sveglia ad Aswan. Siamo tutti raggomitolati, muti e con gli occhi gonfi a sgranocchiare briosche nella lobby della motonave. I greci sono sempre a chiacchierare sul ponte,
E’una giornata afosa e calda, il vento del sud non soffia, e così tramonta anche il sogno della nostra escursione in feluca attorno all’isola Elefantina. La facciamo in barca a motore, piuttosto
Sono le 4 del mattino, attracchiamo ad Aswan, svegliate di soprassalto dal motore roboante della nostra motonave. Aswan l’indolente, la “migliore città dell’Egitto”.. la definiva Omar Sharif, chissà cosa intendeva. Noi, poco
Sono le dieci di sera, stiamo aspettando di allacciarci alle altre motonavi per attraccare a Kom Ombo. Una fitta nube di inquinamento ci impedisce di respirare, sostiamo ancora venti minuti, alcuni si
Ogni giorno offrono il tè delle cinque sul ponte, qui nella motonave sul Nilo. I greci chiacchierano fino all’ora di sera, gli italiani si abbronzano in costume, spuntano anche alcuni tedeschi, sennò
Questa è la storia di un ragazzo che oggi posso definire amico. Una storia iniziata per lavoro, che mi ha portato ad imbattermi in una realtà, uno strato sociale, un modus vivendi, e
[continua da “Ankara, capitale della Turchia”] R passa a prendermi in ampio ritardo. Ogni tanto mi chiedo se veramente mi affascinino i ritmi dell’Oriente. Dopo un’ora di strada arriviamo nella zona industriale
“Ssi..solo dello yogurt può bastare..mi creda. Va bene! Proverò anche un biscottino, grazie. Per favore, si, ancora del caffè, prometto sarà l’ultima tazza.” Sono alla sala colazione del Neva Palace Hotel, comunico
Una distesa arida e secca, sembra una piana lunare Ankara, la capitale di Turchia, mentre atterro nel buio di novembre. Fuori dall’aeroporto mi aspetta R, accogliente, seppur timido, i denti un po’